Guida per amministratori di condominio

Verbale senza voti nominativi e millesimi: è valido?

Un verbale senza voti nominativi non è automaticamente da buttare, ma è un rischio concreto: se non permette di ricostruire chi ha votato cosa e con quanti millesimi, la delibera diventa attaccabile. La differenza tra un verbale che regge e uno che cade in tribunale sta quasi sempre in due righe di elenco che costano trenta secondi da scrivere.

Perché il verbale deve permettere di verificare i quorum

Il verbale non è la cronaca della serata: è la prova con cui, mesi dopo, un giudice o un condomino scontento verifica se l'assemblea era regolarmente costituita e se la delibera ha raggiunto la maggioranza richiesta dall'art. 1136 c.c. Se quella prova manca, il condomino che vuole impugnare non deve nemmeno dimostrare che il quorum non c'era: gli basta far notare che non si può controllare, e l'onere torna sull'amministratore.

Concretamente significa che ogni delibera del verbale deve contenere tre numeri verificabili: quanti hanno votato a favore, quanti contro, quanti si sono astenuti, ciascuno con il proprio peso in millesimi. Senza questi numeri il "approvato a maggioranza" scritto in bozza non vale nulla in sede di contestazione.

Nomi di contrari, astenuti e assenti: cosa è sempre obbligatorio

Su un punto la giurisprudenza è compatta: i nomi dei contrari e degli astenuti, con i relativi millesimi, vanno sempre indicati. È il dato che serve a chi ha votato contro per far valere il proprio diritto di impugnazione entro i 30 giorni previsti dall'art. 1137 c.c., ed è il dato che serve all'amministratore per dimostrare che il quorum deliberativo era raggiunto per differenza.

Un esempio pronto da adattare, per un punto su un intervento di manutenzione straordinaria:

Esempio di verbalizzazione minima ma solida

Punto 4 — Rifacimento facciata condominiale, preventivo ditta Bianchi Srl

Presenti in assemblea: 9 condòmini per 780,00 millesimi su 1.000. Messo ai voti il preventivo, la delibera è approvata con il seguente esito: contrari 2 (Rossi, 95,00 millesimi; Verdi, 60,00 millesimi), astenuti 1 (Neri, 40,00 millesimi), favorevoli i restanti 6 condòmini presenti per 585,00 millesimi.

Da questo estratto chiunque, anche a distanza di un anno, ricostruisce quorum costitutivo e deliberativo senza dover chiamare nessuno a testimoniare. Per il quorum di seconda convocazione e le soglie che cambiano da assemblea ordinaria a straordinaria, la guida sui quorum di assemblea è il riferimento da tenere sotto mano mentre scrivi il verbale.

Nomi dei favorevoli: quando la delibera resta valida senza elencarli

Qui la prassi è più elastica di quanto molti amministratori temano. Se il verbale riporta con nome e millesimi l'elenco completo dei presenti e poi indica nominativamente solo i contrari e gli astenuti, i favorevoli si ricavano per differenza: sono tutti gli altri presenti, con il totale dei millesimi che ne consegue. Questo "controllo per differenza" è un meccanismo che la giurisprudenza accetta, perché il dato resta comunque verificabile — cambia solo chi lo deve calcolare.

Detto questo, elencare anche i nomi dei favorevoli non costa lavoro in più se stai già trascrivendo l'assemblea: è la forma più solida e la più difficile da contestare, perché non lascia nulla da dedurre. Se registri l'audio e hai il foglio presenze con i millesimi, il passaggio è quasi automatico — la struttura consigliata è nella guida su come scrivere il verbale di assemblea condominiale.

Dato in verbaleObbligatorio sempreQuando basta il calcolo per differenza
Elenco presenti con millesimi
Nomi e millesimi dei contrari
Nomi e millesimi degli astenuti
Nomi e millesimi dei favorevoliConsigliatoSe presenti, contrari e astenuti sono già elencati con millesimi

Delibera nulla o annullabile? La distinzione che decide i termini

Questa distinzione non è teoria da manuale: decide se il condomino scontento ha ancora tempo per agire oppure no. Un verbale incompleto sui voti nominativi non rende la delibera nulla — la nullità in condominio è residuale e riguarda casi come oggetto impossibile, delibere fuori dalle competenze dell'assemblea o contenuto contrario a norme imperative o ordine pubblico. Rende la delibera annullabile, cioè valida ed efficace finché nessuno la impugna in tempo.

La differenza pratica è nei termini: la nullità si può far valere senza limiti di tempo, l'annullabilità entro 30 giorni ai sensi dell'art. 1137 c.c. — dalla data della delibera per chi era presente e ha votato contro o si è astenuto, dalla comunicazione del verbale per chi era assente. Se quei 30 giorni passano senza impugnazione, anche un verbale scritto male mette la delibera al riparo. È un motivo in più per non rincorrere le contestazioni con un verbale corretto in fretta e furia dopo la seduta, ma per scriverlo bene la prima volta.

Gli orientamenti della Cassazione sui verbali incompleti

La Cassazione, Sez. II, con la sentenza n. 40827 del 20 dicembre 2021, ha fissato il criterio pratico: la delibera non è annullabile se il verbale, pur senza elencare uno per uno i favorevoli, riporta tutti i presenti con i millesimi e indica per nome contrari e astenuti con le rispettive quote — perché così si ricava per differenza chi ha votato a favore e si verifica il quorum dell'art. 1136 c.c. In altre parole, l'omissione dei nomi dei votanti è un vizio del procedimento che espone all'annullabilità (ex art. 1137 c.c., non alla nullità) solo quando l'incompletezza impedisce quel controllo. Se invece il "controllo per differenza" resta possibile, la delibera regge.

Il punto su cui la giurisprudenza è unanime, e su cui vale la pena insistere quando scrivi il verbale, è questo: quello che non si può verificare a posteriori è quello che espone di più. Un verbale che riporta "approvato all'unanimità" senza dire chi era presente non basta a se stesso, anche se in aula tutti erano d'accordo — perché chi legge il verbale un anno dopo non c'era in aula. Sulle conseguenze pratiche di un'impugnazione, e su come evitarla a monte, la guida sull'impugnazione delle delibere condominiali entra nei dettagli di termini e strategie difensive.

Come redigere un verbale con voti nominativi a prova di impugnazione

Una sequenza che funziona punto per punto dell'ordine del giorno, senza dover reinventare la struttura ogni volta:

  1. Apri con l'elenco presenze e millesimi, aggiornato se qualcuno arriva in ritardo o esce prima della fine — il quorum si controlla al momento del voto, non solo all'inizio della seduta.
  2. Per ogni punto in votazione, scrivi l'esito con i tre numeri: favorevoli, contrari, astenuti, ciascuno con millesimi. Se il conteggio cambia da un punto all'altro perché qualcuno è uscito, annotalo.
  3. Elenca sempre per nome contrari e astenuti, con i loro millesimi accanto: sono il dato che li protegge e ti protegge.
  4. Aggiungi i nomi dei favorevoli quando puoi: se hai il verbale già strutturato per punto, è una riga in più, non un lavoro diverso.
  5. Segna come "da verificare" ogni passaggio dubbio — un importo non pronunciato con chiarezza, un nome che non capisci dall'audio — invece di inventare un dato solo per chiudere prima.

Questa è esattamente la logica con cui lavora Verbale.online: registri l'assemblea col telefono, carichi audio e foglio presenze con i millesimi, e ricevi una bozza di verbale che incrocia i voti nominativi con i millesimi punto per punto — pronta da rileggere e firmare. Quando un dato non è chiaro nell'audio, la bozza lo segnala come "da verificare" invece di indovinarlo. Costa 9 euro a verbale, senza cambiare gestionale: carichi un'assemblea quando ti serve e paghi quella.

Un verbale con voti nominativi e millesimi, senza riascoltare l'audio

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Domande frequenti

È obbligatorio indicare i nomi dei condòmini che votano a favore?

Non sempre. Se il verbale elenca con nome e millesimi i presenti, i contrari e gli astenuti, i favorevoli si possono ricavare per differenza. È una prassi accettata dalla giurisprudenza, ma scrivere anche i nomi dei favorevoli evita ogni contestazione e non richiede lavoro in più se registri l'assemblea.

Cosa succede se nel verbale mancano i millesimi dei votanti?

Senza millesimi nessuno può ricontrollare se il quorum deliberativo richiesto dall'art. 1136 c.c. era davvero raggiunto. È uno dei vizi più citati nelle impugnazioni: chi contesta la delibera chiede al giudice di verificare i conti e, se il verbale non lo permette, la delibera rischia l'annullamento.

Il verbale senza i nomi dei contrari è nullo o annullabile?

Annullabile, secondo l'orientamento della Cassazione (tra cui Sez. II, n. 40827/2021): l'omissione dei dati nominativi è un vizio del procedimento, non tocca gli elementi essenziali della delibera. Conta la differenza perché cambia i termini: la nullità si fa valere senza limiti di tempo, l'annullabilità entro 30 giorni ex art. 1137 c.c.

Entro quando si può contestare un verbale incompleto?

Se il vizio rende la delibera annullabile, il termine è di 30 giorni: dalla data della delibera per i dissenzienti e gli astenuti presenti, dalla comunicazione del verbale per gli assenti. Passato quel termine senza impugnazione, la delibera diventa definitiva anche se il verbale era incompleto.

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